Il successo di un Atleta

Il successo di un Atleta

Introduzione

Di seguito sono presentate alcune delle caratteristiche psico-fisiche che contribuiscono al successo di un atleta:

Abilità di eliminare i fattori di distrazione e di prestare attenzione solamente all’obiettivo

1. Saper mantenere la giusta dose d’attivazione psicofisica

2. Forte motivazione.

 Quali pensieri attraversano la mente di un atleta mentre è impegnato nel raggiungimento del suo obiettivo?

I pensieri che attraversano la mente di un atleta impegnato in gara, prendono la forma di un
dialogo interno.

Il dialogo interno è un fattore decisivo per il conseguimento del risultato: le gambe "girano", come si dice in gergo ciclistico, ma i pensieri dell’atleta devono essere pensieri positivi, pieni di fiducia nei propri mezzi fisici e mentali.

Per vincere ci vogliono gambe, cuore e testa: la condizione fisica e le capacità tattiche e motorie dell’atleta sono il fondamento su cui costruire una buona performance, ma se aggiungiamo ad esse il controllo emotivo sulle situazioni ed abilità mentali sviluppate ed allenate, si pongono le condizioni necessarie per ottenere un buon risultato.

Non bisogna mai perdere di vista il concetto d’uomo - atleta; l’agonista non è un robot.

E’ un uomo, un uomo che ha scelto di sfidare sé e gli altri, con i suoi punti deboli e le sue illimitate potenzialità.


Le tecniche di allenamento mentale
(Mental Training)

 Per tecniche d’allenamento mentale s’intende una serie di metodi multimodali improntati all’apprendimento e al perfezionamento di alcune abilità che interessano da vicino l’attività agonistica. Ecco un elenco delle principali strategie o abilità mentali.

 1. Focalizzazione dell’attenzione e concentrazione (Focusing)

La concentrazione è la capacità di focalizzare l’attenzione su un compito per un determinato periodo, senza essere distolti da fattori distraenti interni (ad es. pensieri negativi) ed esterni (ad es. il rumore della folla).

 
2. Incremento della motivazione e dell’autostima

L’acquisizione di fiducia in sé è la vera chiave della motivazione: se l’atleta ha fiducia in sé e in quello che è in grado di fare non solo è motivato, ma accresce la sua probabilità di successo.

Fino a quando l’atleta cercherà solo nell’ambiente esterno di soddisfare i suoi bisogni di sicurezza, stima ed approvazione, la vittoria gli sfuggirà, poiché il suo senso di identità personale sarà dipendente da fattori esterni di cui avrà bisogno.

L’atleta deve acquisire sicurezza in sé, in questo modo si sentirà un atleta valido anche se commette degli errori.

 
3. Formulazione degli obiettivi (Goal setting)

Molte volte gli atleti stessi non definiscono accuratamente un’adeguata scala degli obiettivi da perseguire durante l’anno, e questa scarsa capacità di pianificare degli specifici standard di abilità da raggiungere in un compito, può compromettere l’esito della stagione agonistica.

Gli obiettivi devono essere suddivisi in sub-obiettivi a breve, medio e lungo termine, devono essere difficili ma raggiungibili, mirati al miglioramento graduale della prestazione più che al risultato (che sappiamo essere molto spesso imprevedibile).

 
4. Abilità immaginativa (Imagery)

 Gli atleti sono progressivamente allenati alla rappresentazione mentale di immagini visive, inserendovi stimoli immaginativi che coinvolgono tutti i sensi (canale visivo, uditivo ecc.) e favorendo in questo modo un maggiore coinvolgimento emozionale e cognitivo da parte del soggetto.

La capacità di visualizzare comprende alcune attività applicabili allo sport, fra cui l’osservazione di altri atleti in azione (dal vivo o videoregistrati) seguita dalla ripetizione immaginata delle sequenze motorie (allenamento ideo-motorio); il passo successivo consisterà nell’esecuzione pratica dell’atleta del movimento prima osservato e poi visualizzato.

La tecnica dell’Imagery, preceduta sempre da una breve seduta di rilassamento, viene anche utilizzata prima della gara come momento di concentrazione e di visualizzazione del percorso.

 5. Gestione dell'attivazione fisiologica
(Gestione dell’Arousal)

 Con il termine arousal è indicata in psicofisiologia l’intensità dell’attivazione fisiologica e comportamentale dell’organismo: quando l’organismo deve effettuare una prestazione deve attivarsi, cioè mettere in moto una serie di processi caratteristici dello stato di arousal quali l’aumento della vigilanza e dell’attenzione, l’attività dei muscoli che si preparano allo sforzo ed il cuore e i polmoni che si preparano al dispendio di energia.

E’ di fondamentale importanza per un atleta raggiungere e mantenere il suo livello ottimale di attivazione psicofisiologica in ogni circostanza, allenandosi con delle semplici tecniche di attivazione o disattivazione secondo le esigenze.


6. 
Rilassamento

Le tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo di Jacobson, sono utilizzate per prendere consapevolezza della tensione muscolare, per gestire situazioni ansiogene o stressanti e sono preparatorie a qualsiasi attività immaginativa.

 
7. Gestione dell'ansia pre-agonistica

 La prevenzione ed il trattamento dell’ansia costituiscono uno dei principali problemi e dei maggiori obiettivi della medicina e della psicologia dello sport.

L’ansia pre­-agonistica è legata all’imminenza di una competizione particolarmente impegnativa e temuta, ma a volte lo stato ansioso può estendersi anche ad altre situazioni, sportive ed extra-sportive., diventando talvolta obiettivamente immotivata.

Esistono delle tecniche di gestione dell’ansia pre-agonistica come ad esempio il rilassamento e la desensibilizzazione sistematica da apprendere sotto la guida dello psicologo dello sport e da esercitare poi in maniera autonoma.

 
8. Gestione delle situazioni stressanti

 Lo stato di stress si verifica quando gli atleti intuiscono che c’è uno squilibrio tra quello che è chiesto loro di fare (sfida) e quello che invece essi sentono di essere capaci di fare (livello di abilità).

L’allenatore stesso, può essere sottoposto a stress ed essere iper o ipo - attivato come i suoi atleti; si renderà quindi necessario adottare delle strategie per abbassare o incrementare anche il livello di attivazione dell’allenatore per permettergli una direzione accurata ed equilibrata durante la gara.

Fra le tecniche di gestione dello stress annoveriamo la desensibilizzazione sistematica e la ristrutturazione cognitiva.

 
9. Comunicazione

 L’atleta del giorno d’oggi pretende giustamente rispetto e considerazione da parte della Federazione e dell’allenatore; egli non vuole essere escluso dalla gestione dell’attività sportiva che lo riguarda.

Questa necessità di dialogare e pianificare insieme, pone non pochi problemi di comunicazione fra l’atleta e l’allenatore; quest’ultimo da parte sua spesso tende a non considerare le esigenze dettate dall’evoluzione emotiva e cognitiva del giovane agonista, ma a focalizzare la sua attenzione solo sugli aspetti di sviluppo motorio e di rendimento.

Si rivelano di grande utilità incontri di gruppo fra atleti ed allenatore, fra allenatore e dirigenti e fra atleti di una stesso team.

Desensibilizzazione sistematica: mirata all’estinzione dell’ansia associata a situazioni di stress, la procedura consiste nella presentazione (in genere in immaginazione) di scene gradualmente sempre più ansiogene, partendo da quelle con minori livelli di ansia per arrivare a quelle massimamente più ansiogene.

Ristrutturazione cognitiva: tecnica basata sull’individuazione dei pensieri disfunzionali e poi sulla loro modificazione.

Sono utili a combattere le nostre credenze irrazionali.

                               

                                                                                   Dott.ssa Elisa Chiappinelli

AllegatoDimensione
Il_Successo_di_un_Atleta.pdf101.97 KB