Autostima

L’Autostima è un fiore
che va annaffiato ogni giorno.
Il potere è dentro di noi,
è nella cura che abbiamo di noi stessi,
nella capacità di volerci bene.
Willy Pasini


L'Autostima è l'azione di valutare se stessi come insieme di determinate caratteristiche

Con questo termine s’intende un qualcosa di assolutamente soggettivo.

Non corrisponde quindi ad una realtà assoluta ma, essendo il frutto di una valutazione (molto parziale), è semplicemente la visione che abbiamo di noi stessi in un particolare momento della nostra esistenza.

Non è dunque un concetto statico: essa continua a modificarsi nel corso dell’esistenza e ad alimentarsi attraverso le esperienze di vita, i successi, i fallimenti, i feedback ricevuti e il modo in cui tutto ciò è vissuto e percepito.

Una bassa autostima non è una condizione permanente.

Sé reale: è la valutazione oggettiva delle nostre competenze.

James definiva l’autostima come il rapporto tra il Sé percepito di una persona e il suo Sé ideale:

Il Sé percepito è la nostra valutazione del sé reale: equivale al concetto di sé, alla conoscenza di quelle abilità, caratteristiche e qualità che sono presenti o assenti;

Il sé ideale è l’immagine della persona che si vorrebbe essere. Esso è influenzato dalla cultura e dalla società.

 I problemi legati all’autostima nascono dalla discrepanza tra sé ideale e sé percepito.


MECCANISMI CIRCOLARI & CIRCOLI VIZIOSI

Secondo molti esperti, la stima di sè è la cosa più preziosa
che un genitore possa dare ad un figlio.


Vari fattori sono implicati nel processo di formazione dell’autostima. Tra questi sono sicuramente importanti i messaggi provenienti dalle figure di riferimento più significative (genitori, insegnanti, coetanei) e dalle interpretazioni che si danno a tali messaggi. L’autostima dipende anche da fattori esterni, come ad esempio i successi che si ottengono e la qualità dei “messaggi” che si ricevono dalle altre persone.

La propria autostima determina il modo in cui ci comportiamo
e le scelte che effettuiamo
.


Mentre Thomas Edison era intento a costruire la sua prima lampadina e mentre le prove senza esito si susseguivano, sentiva ripetersi sempre la solita frase:“ hai visto? Hai sbagliato ancora”...

A queste affermazioni era solito rispondere sempre allo stesso modo, “non ho sbagliato, ho semplicemente scoperto un altro modo in cui non si fa una lampadina”

L’autostima ha notevoli ripercussioni su molti ambiti della vita, su come ci si presenta e s’interagisce, sulla scelta e sulla realizzazione degli obiettivi, sulle reazioni agli eventi positivi e negativi. Essa è dunque di fondamentale importanza per la salute psicologica.

Chi sperimenta bassa autostima non sentendosi sufficientemente sicuro del proprio valore e delle proprie qualità, evita di scegliere e agire per un eccessivo timore di sbagliare.

Chi ha bassa autostima, per esempio, mostra scarsa fiducia nella propria persona e nelle proprie capacità; si sente spesso insicuro, non è in grado di contare su se stesso e manifesta diversa paura, legata soprattutto alla propria percezione d’inadeguatezza e incapacità.
Una sana autostima si manifesta nella capacità di percepirsi e di rapportarsi a se stessi in modo realistico, positivo, rilevando i punti forti e quelli deboli, amplificando ciò che è positivo e migliorando quello che invece non lo è. Significa anche essere in grado di ammettere che c'è qualcosa che non va quando le circostanze lo richiedono.

La sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri, è caratterizzata da una profonda conoscenza di se stessi, aiuta a mantenere i punti di forza ed a migliorare quelli di debolezza, promuove obiettivi stimolanti ma non eccessivi, spinge la persona al confronto con se stessa e con
gli altri.

La prima cosa da fare per iniziare un percorso di miglioramento dell'autostima consiste nel lavorare sulle proprie percezioni; si tratta di imparare a conoscersi meglio. Conoscere meglio il Sé reale.

Il secondo passo riguarda il sé ideale. Si tratta ora di rivedere i propri ideali, le proprie ambizioni, le proprie aspirazioni. Gli obiettivi e traguardi troppo lontani o difficili da raggiungere. Essi vanno calibrati in funzione delle proprie caratteristiche e capacità reali. Se, infatti, ci si pone una meta troppo lontana dalle proprie possibilità, il fallimento sarà inevitabile.

Ognuno di noi ha la capacità di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato, a patto che siano realistici e scaturiscano dalla consapevolezza delle proprie potenzialità, non da desideri altrui o scelte ideali; inizialmente si potrà avere a che fare con obiettivi piccoli, in seguito si realizzeranno anche quelli più complessi e a prima vista difficilmente raggiungibili. L'autostima crescerà con l'aumentare degli obiettivi raggiunti.

 Chi ha bassa autostima tende a ricondurre stabilmente gli insuccessi a fattori interni (locus attributivo interno stabile) e i successi a fattori esterni, incontrollabili (fortuna, facilità del compito).

Se si ha un’immagine di sé come persona con scarse qualità e capacità, è probabile che, ci si appresti ad affrontare un compito o una situazione con un approccio poco convinto, (del tipo: “Tanto è inutile”, “Tanto andrà male come sempre”, “Non credo di essere capace” ecc.), limitando l’impegno e la reattività. Tutto ciò crea le basi per un effettivo insuccesso che confermerà e alimenterà l’immagine negativa di partenza (profezia che si auto-avvera).

Infatti, le persone con alta autostima tendono ad impegnarsi maggiormente e, di conseguenza, a conseguire successi e conquistando obiettivi sempre più elevati.

Le persone con bassa autostima prima d’ogni prova, si sentono ansiose e preoccupate, hanno molti dubbi sull’esito dei loro sforzi, non hanno fiducia nelle loro capacità.

 
                                                                       Dott.ssa Elisa Chiappinelli

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